| Il
Canto Gregoriano
(il rilassamento della mente)
La
musica tra le arti emerge vantandosi di un unico e secolare potere di
rilassamento della mente e dell’animo: taumaturgico, che noi comunemente
chiamiamo musicoterapia. Il nostro essere corporeo, “convibra”
in modo percettivo – emotivo nel mondo, infatti noi non ascoltiamo
solo con le orecchie, ma riusciamo a percepire e a “risuonare”
perfettamente anche tramite il nostro essere.
Da quando siamo
nati conviviamo con le risonanze: il battito del cuore, il nostro respiro,
le attività celebrali, tutte seguono un certo ritmo ben scandito.
Anche il nostro linguaggio sembra voler seguire quelle tracce; tono, concerto,
accordo, armonia, sintonia, sono tutte parole usate comunemente che ci
testimoniano che siamo intrinsecamente musicali.
Nell’antica Grecia, la musica veniva raffigurata con un andamento
“discendente”, tutto a voler simboleggiare che la musica era
divina e ci perveniva dall’alto degli dei fin su la terra, quasi
come in dono.
Con l’avvento del Canto Gregoriano (uno dei tre canti liturgici
della chiesa dell’Occidente) la raffigurazione di tale attività
e attualmente rappresentate nelle chiese, aveva il suo andamento “ascendente”
simboleggiando l’ascesa spirituale dell’uomo verso il cielo
divino attraverso la musica.
Il potere curativo della musica era nato nei monasteri medievali, dove
si innalzavano salmi cantati all’ora dei vespri, in lode al Signore
chiedendogli di risanare gli ammalati. La prima parola intonata in tali
canti, era solitamente placebo che significava guarigione, usata poi normalmente
nella lingua del 1200 per indicare il potere curativo della musica sacra
e quindi del Canto Gregoriano.
Tomatis Alfred,
(scienziato e studioso dell’udito umano e di come curarsi tramite
la musica), affermava che tali suoni avevano questa capacità di
rilassare, grazie alla ripetizione regolare di certi suoni che riuscivano
a far calmare le onde di fondo del cervello, favorendo la concentrazione
e regolarizzando il respiro e il sistema nervoso, producendo quindi il
particolare effetto terapeutico su tutto il corpo e mente.
Un altro esempio di proprietà terapeutica del Canto Gregoriano
ci viene tramandato da Ildegarda di Bingen, unica donna del tempo ad aver
composto circa 77 canti del dramma “Ordo Virtutum” affermando
di non aver mai studiato canto o musica, ma l’originalità
delle poesie e le fantastiche melodie riconducono facilmente all’epoca
medievale, che vede la musica “un’arte che tutto abbraccia”:
teologia, filosofia, cosmologia e medicina, tutto in un unico canto per
elogiare i Cieli.
Per Ildegarda il Canto Gregoriano, era il disegno nascosto della creazione
Divina, l’unione di Angeli e Dio, unione tra corpo e anima, profumo,
bellezza, suono; tutti questi concetti sono racchiusi in un'unica opera
chiamata “Sinfonia dell’Armonia delle Rivelazioni Divine”
dove l’Ildegarda rivela la musica una funzione tecnologica con proprietà
terapeutiche di “riequilibrare gli stati d’animo, riportare
i nostri passi verso Dio ed elevare i nostri cuori ad una vibrazione più
alta”, un concetto chiave che rispecchiava perfettamente il suo
pensiero nel Medioevo.
La Ildegarda sorprende molto per la sua capacità musicale, nonostante
non studiava musica (arte concessa solo agli uomini), ma la possibilità
di vivere in un convento perché adottata da una suora, la mettono
a contatto otto ore al giorno con tali canti, permettendone di capirne
così la forma.
Le sue opere complicate vedono quattro forme musicali: antifone, responsi,
sequentiae e inni, eseguiti da una solista senza musica. Solo in seguito
la Ildegarda aggiunse strumenti, dandone una valenza simbolica: tamburello
per ricordare il movimento del corpo, il flauto per il respiro dello Spirito,
la tromba per ricordare la voce possente dei profeti e gli strumenti a
corda per ricordare la condizione dell’anima imprigionata nella
materia che lotta per la luce, l’arpa ricorda le origini divine
dell’uomo, il salterio simboleggia l’unione tra cielo e terra.
La Ildegarda ci ha lasciato tutta la sua creatività e un pizzico
di se stessa nei Canti Gregoriani, attualmente in pratica nelle chiese
occidentali, capace di riportarci immediatamente indietro nel tempo con
al dovuta suggestione ancora per chi li canta o li ascolta.
+Mirage+
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